Liceo Mazzini

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PROGETTO “IN.S.I.D.E. Innovazione Sociale: Incontro-Dialogo-Educazione”

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PROGETTO “IN.S.I.D.E. Innovazione Sociale:
Incontro-Dialogo-Educazione”

Codice del Progetto 10.1.1°- FSEPON-LI-2017-31

Scarica la LOCANDINA GENITORI (pdf)

MODULO“GENITORI NELLA SCUOLA”

COLLOQUI DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA’

Counselling psico-pedagogico
per le famiglie

 Assistenza, condivisione e formazione

 

PER INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI:
e-mail: clemente@liceomazzini.gov.it
segreteria didattica: 0187743000

URL: www.liceomazzini.gov.it

Lettera di una madre delusa (pdf)

Venerdì 2 febbraio 2018 una signora milanese che si firma “Madre delusa” ha scritto a un importante quotidiano una lettera che ci riguarda tutti: genitori, studenti, insegnanti. Perché questa madre è delusa? Perché da quando Luca, il suo figlio sedicenne, in seguito a un momento di profonda crisi ha smesso di frequentare l’istituto tecnico con indirizzo Cinema e Televisione a cui era iscritto, la scuola sembra essersi dimenticata di lui:

“nessuno, e dico nessuno, lo ha chiamato o ci ha contattato per sapere che cosa sia successo e come mai non è più seduto al suo banco. Non ha chiamato un solo professore, non ha chiamato la responsabile didattica che conosce la sua storia né la Commissione Inclusione scolastica. Non un compagno. Fa eccezione il dirigente scolastico che su nostra richiesta è stato disponibile: ha ricevuto nostro figlio e gli ha parlato 10 minuti. Per il resto ci siamo ritrovati soli.”

Didattica e inclusione vs. solitudine e indifferenza.  Difficile trovare un contrasto più stridente. L’istituzione che non riesce ad essere comunità nonostante tutte le risorse, umane e materiali, di cui dispone. Noi, persone di scuola, non possiamo voltarci dall’altra parte e fare finta di niente: i dati sull’abbandono scolastico sono allarmanti e le parole di questa madre ci interrogano tutti. Pochi giorni dopo, sulle pagine dello stesso giornale, lo scrittore Alessandro D’Avenia citava le parole di un professore, definito “la faccia polverosa della scuola”, che qualche tempo fa iniziò le sue lezioni in una prima liceo con queste parole: “Siete troppi: vi ridurremo tutti”. Ecco, noi non vogliamo ridurre il numero dei nostri allievi: vogliamo contribuire alla loro maturazione, vederli ampliare i loro orizzonti culturali e acquisire progressivamente fiducia nei propri mezzi,  rimanendo fedeli ai propri sogni. Ma non vogliamo, né possiamo, farlo da soli. Abbiamo bisogno di coinvolgere chi prima di noi ha seguito con amore e pazienza la crescita dei propri figli, poi diventati nostri alunni, scrutando ogni loro espressione, condividendo la loro felicità, le loro speranze e le piccole o grandi delusioni. Il dialogo che vogliamo aprire con i genitori non sarà occasionale ma inaugurerà un modo di educare, l’unico possibile, in cui la distanza tra le famiglie e l’istituzione scolastica si riduca fino a scomparire. Perché il futuro dei nostri giovani ci riguarda tutti. Perché non vogliamo perderli. Nemmeno uno.